Vibo Valentia – Il sistema degli Istituti tecnologici superiori potrebbe andare incontro a una nuova fase di sviluppo. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha infatti aperto alla possibilità di intervenire sull’organizzazione dei percorsi ITS, con l’obiettivo di riconoscere al biennio una possibile equivalenza con i primi due anni dei corsi di laurea triennale. Il ministro ha dichiarato: «Pensiamo di portare il percorso a 4+2+1 per far sì che il biennio degli ITS sia equivalente ai primi due anni delle lauree brevi».
L’ipotesi delineata prefigura un modello formativo articolato in quattro anni di istruzione secondaria superiore a indirizzo tecnico o professionale, seguiti da due anni di formazione presso un ITS, collocati nell’ambito della formazione terziaria non universitaria, e da un ulteriore anno ancora da definire. Quest’ultimo potrebbe essere destinato al completamento del percorso universitario per il conseguimento della laurea di primo livello, al conseguimento di una specializzazione tecnica superiore oppure a un percorso finalizzato all’inserimento lavorativo assistito.
Il tema riguarda il rapporto tra formazione tecnica superiore e università e, in particolare, le modalità attraverso le quali le competenze acquisite durante il biennio ITS potrebbero essere riconosciute nel successivo percorso accademico. Una possibile riforma che punta anche a rendere il sistema ITS più attrattivo per gli studenti e a rafforzare il collegamento tra formazione e mondo del lavoro, in un Paese nel quale il disallineamento tra competenze richieste dalle imprese e profili formati continua a rappresentare un tema centrale.
In Calabria il tema riguarda da vicino anche realtà come ITS Academy Elaia Calabria, che ha consolidato la propria presenza nel campo della formazione terziaria professionalizzante e del rapporto con il mondo produttivo, anche grazie al lavoro incessante del suo presidente Cataldo Lopardo. Il possibile modello 4+2+1 potrebbe quindi incidere anche sul futuro degli ITS regionali, rafforzandone il ruolo all’interno del sistema della formazione superiore e creando, se la proposta dovesse tradursi in un intervento normativo, nuove possibilità di continuità tra formazione tecnica, università e mondo del lavoro.
Il confronto è dunque destinato a proseguire. La proposta dovrà essere definita nei suoi aspetti normativi e organizzativi, a partire dalle modalità di riconoscimento dei crediti e delle competenze maturate nei percorsi ITS.
